Africa,  Viaggi

NAMIBIA

Un viaggio di emozioni, di battiti accelerati e di momenti indimenticabili. Un viaggio fatto in crossland dormendo in tende da campeggio in mezzo al nulla.
Un viaggio in Namibia, fatto e raccontato da un grande appassionato di Africa: Ferruccio Simonazzi. Ferruccio collabora con Tour Operator specializzati in viaggi in Africa e ha fatto diventare quest’ultima la sua seconda casa.

Certi viaggi hanno la sabbia dentro, te la porti addosso e per qualche giorno cerchi di toglierla poi la accetti e ci convivi.  E sempre in uno di questi viaggi ti può capitare di condividere la tenda con i brividi del freddo,  in una notte che sembra non finire più e che nemmeno i sogni riescono a riscaldare.

E ancora in quello stesso viaggio capisci come un vento gelido possa capovolgere il tuo orizzonte e misurare le tue ultime forze. Così, quando sempre nello stesso viaggio i boati di un temporale scuotono e illuminano la notte ti sorprendi di non avere paura come se, quella strana montagna ai cui piedi ti sei accampato, potesse proteggerti con la sua magia  E ti accorgi di quanto sei cambiato,  e che tutta quella sabbia, quel freddo,  quel vento e quei tuoni erano la prova  che il deserto  ti stava chiedendo prima di arrivare dove sei ora,  alle 3 di notte, davanti ad una pozza d’ acqua a scrutare le ombre della notte per dare una  forma a questo ruggito che risveglia le tue ancestrali paure.

Un crossland è fatto di mille emozioni ma anche di mani screpolate,  di tramonti spettacolari e di pranzi in piedi lungo una strada senza nome, di albe che frustano i tuoi occhi con i primi raggi del sole e di piatti da lavare.

E tantissime immagini impresse nella mia mente ognuna completata da sensazioni uniche. Scenari incredibili,  ma anche molto più semplicemente il piacere di una birra bevuta in una località dal nome impronunciabile. Dovevo fare un diario ma mi sembra impossibile mettere in ordine tutte le cose, un po come su Sonny, il nostro truck. Ricordo i suoni di una lingua strana, antica e misteriosa come il popolo San che ancora la parla e le sue vite lontane dipinte sulla roccia. Rivedo la Duna45 sferzata dal vento alla luce incerta dell’aurora , leoni che avanzano padroni della notte nel parco Etosha e tramonti da pelle d’oca. Il sapore di una incredibile torta di mele nella migliore, e unica, pasticceria di Solitaire.

Un volo panoramico a Swakopmund o a Swsdrumijhukolmund come direbbe qualcuno con cui ho bevuto Jagermaister in  un baraccio sull  Orange river.  Ricordo lo stupore al Fish River Kanyon scavato in milioni di anni da un fiume che non c’è e le risate per una tedesca dispersa in quella gelida notte.

Bellissima Spitzkoppe con i suoi scenari pazzeschi e il suo bar che chiude appena arriva gente e sempre magica Deadvlei che ogni volta mi accoglie con il suo mistero e con qualche gruppo di turisti in più. Il fascino quasi malinconico di un campsite proprio “in the middle of nothing” a Sesriem ma nel mezzo di quel nulla che ti parla e ti dice chi sei, un po come fanno “certe notti” del Liga.  Ricordo spuntini sul truck a base di biscotti e patatine al gusto “redhotchillepepper”  e cene in ristoranti in cui ti sentivi di casa.  Ho guardato cieli stellati in compagnia di rocce che urlavano il loro silenzio e ho inutilmente cercato di fermare quell’attimo in una foto, ho visto vessilli gialloblu sventolare al vento del sud e una montagna regalarmi cascate durante un temporale.

Ho sorriso alla vista di un giocattolo costruito con fil di ferro  e fatto da mediatore nella trattativa per l’acquisto di maschere tribali.  Ho pulito la mia tenda dalla sabbia mentre forse ero proprio li per lasciare le mie impronte in quell’antico deserto. Tantissime immagini e   altrettante emozioni che mi colpiscono occhi e cuore induriti e spolpati da lussuose e inutili abitudini europee.  E adesso provo a guardare tutto l’insieme come se fosse un’unica immagine, come una vecchia foto tipo quelle dei primi documentari sull’Africa del National Geographic.

….Grazie Ferruccio!

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